Consultare l'I-Ching significa dare a una domanda precisa, posta in un momento preciso, la forma di un esagramma leggibile. Le sei linee si generano una dopo l'altra dal basso verso l'alto, ciascuna yin o yang, e insieme compongono l'esagramma originale; quelle che risultano vecchio yin o vecchio yang sono linee mutanti e, capovolte, danno l'esagramma trasformato. L'esagramma originale parla dell'assetto attuale, le linee mutanti del punto sotto maggiore tensione, l'esagramma trasformato della direzione che la vicenda sta prendendo.
Calcola oraIl metodo delle tre monete prevede sei lanci: a ogni lancio il numero di teste e di croci determina una linea, ed è la pratica più diffusa. Il metodo temporale ricava il trigramma inferiore, quello superiore e la linea mobile dai numeri di anno, mese, giorno e ora, ed è adatto quando non si può lanciare. L'inserimento manuale serve invece a digitare direttamente un esagramma già ottenuto. Per la tradizione i tre metodi hanno pari dignità: non conta quale si usa, conta se la domanda è chiara nel momento in cui si consulta. A una domanda vaga corrisponde un esagramma altrettanto vago.
Le sei linee dell'esagramma originale descrivono la struttura attuale della vicenda. La linea mutante è quella — o sono quelle — che nascono da un vecchio yin o da un vecchio yang: la tradizione la considera la posizione più viva e quella a cui prestare più attenzione in quel momento. Capovolta, dà l'esagramma trasformato, che descrive l'aspetto che la vicenda assumerà se procede in quella direzione. L'assenza di linee mutanti, una sola linea mutante o più linee mutanti si leggono in modi diversi; soprattutto quando le linee mutanti sono più d'una, su quale considerare principale esistono da sempre alcune posizioni differenti.
Ogni esagramma ha il suo giudizio, ogni linea il proprio testo, e il «Dà Xiàng Zhuàn» (Commentario alla Grande Immagine) aggiunge l'immagine dell'esagramma e ciò che se ne deduce. I tre livelli appartengono al testo dello «Zhouyi» (il Libro dei Mutamenti) e dei suoi commentari canonici, e sono di pubblico dominio. Va tenuto presente che i testi delle linee ricorrono quasi sempre a scene concrete usate come metafora — «si cammina sulla brina: il ghiaccio compatto è vicino» — e che nel leggerli si coglie l'indicazione strutturale, non il fatto descritto alla lettera.
La tradizione pone alla consultazione alcune richieste elementari: una questione per volta, una domanda concreta, nessuna ripetizione insistente su ciò che è già deciso. «Devo accettare questo lavoro?» produce un esagramma più leggibile di «come va la mia carriera?», perché la prima domanda punta a una scelta definita. L'esagramma che si ottiene è un riflesso descrittivo della situazione presente, utile a mettere ordine nei propri pensieri, non un sostituto del giudizio personale.
Per la tradizione i due metodi hanno pari dignità e nessuno dei due è riconosciuto come più preciso. Il metodo delle monete insiste sulla concentrazione nell'istante della consultazione, quello temporale sull'informazione contenuta nel tempo stesso. Nella pratica si sceglie in base alla circostanza. Ciò che incide davvero sulla qualità della lettura è quanto la domanda è concreta, non il modo in cui si costruisce l'esagramma.
È la linea che, tra le sei, nasce da un vecchio yin (sei) o da un vecchio yang (nove). La tradizione la considera la posizione più viva dell'esagramma: è lì che si trova lo snodo della vicenda. In assenza di linee mutanti si legge il giudizio dell'esagramma originale; quando ce n'è una ci si concentra sul testo di quella linea; quando sono più d'una bisogna stabilire quale sia la principale, e su questo le scuole procedono in modo diverso.
La tradizione lo sconsiglia. Lo stesso «Zhouyi» afferma: «alla prima consultazione rispondo; chiedere due, tre volte è profanare, e ciò che è profanato non riceve risposta», nel senso che insistere toglie al responso ogni valore di riferimento. La lettura più concreta è però un'altra: ripetere la consultazione di solito segnala che la domanda non è stata messa a fuoco, e allora ciò che va fatto è chiarire la domanda, non costruire un altro esagramma.
No. Le formule di fausto e infausto dello «Zhouyi» descrivono la tendenza degli esiti nel caso in cui, dentro la struttura attuale, si continui a comportarsi in un certo modo, e sono quasi sempre accompagnate da condizioni: in quali circostanze sarà così, in che modo lo si può evitare. Prendere quelle formule per verdetti già emessi significa saltare proprio il punto centrale dello «Zhouyi», e cioè che la posizione e il momento si possono correggere.
Il sito offre una scheda dedicata a ciascuno dei sessantaquattro esagrammi: giudizio, «Dà Xiàng Zhuàn», testo originale delle sei linee con traduzione moderna in lingua corrente, più sezioni distinte su momento, lavoro, matrimonio e denaro. Per ora questa parte dei contenuti è disponibile soltanto in cinese semplificato.